indirizzo: Pacentro

Descrizione


La chiesa medioevale di S. Leopardo, sorta sui resti di un edificio del I secolo a.C., viene menzionata per la prima volta nella Cronaca Volturnense del 816 in occasione della donazione da parte dell'imperatore Ludovico il Pio ai monaci di S. Vincenzo al Volturno delle chiese di S. Domiziano di Pettorano, di S. Leopardo di Pacentro, di S. Vincenzo di Sulmona, di S. Vincenzo di Bugnara, di S. Liberatore alle sorgenti del Pescara. Il De Stephanis, nella metà del XIX secolo, elencando  i piccoli casali di Pacentro, tratteggia la chiesa di S. Leopardo come un piccolo convento religioso diruto.

Descrizione

Il complesso di San Leopardo, costituito dai resti di un edificio del I secolo a.C. (forse una villa rustica) e da una grotta, è situato su un piccolo pianoro che domina la Valle Peligna, vicino al torrente Vella. Le murature perimetrali del primo edificio, in epoca medievale utilizzato come luogo di culto, sono alte all’incirca 9 metri e sono suddivise in quattro gradoni realizzati con pietre irregolari e rozzamente lavorate. L’aula principale è completamente scoperta e conserva ancora tracce di intonaco dipinto, mentre la zona posteriore, parte parzialmente coperta, presenta due ambienti comunicanti con copertura a botte. L’ingresso ai due vani doveva avvenire per il tramite di scalinate interne e dall’esterno attraverso un ingresso posto lungo la parete laterale. La grotta, irregolare sia nella planimetria che nel profilo altimetrico, presenta nella zona dell'ingresso un basso muro mentre sul fondo, in posizione leggermente asimmetrica, si apre una piccola nicchia. Lo studio archeologico ha evidenziato la presenza di pietre scolpite con simboli fallici e strumenti edili, come ad esempio la cazzuola, la squadra ed il filo a piombo, i quali, insieme ad altri elementi, potrebbero far pensare ad una sovrapposizione dei "collegia" corporativi.